IMPEGNO POLITICO

24 Maggio 2023

IMPEGNO POLITICO

Alcide De Gasperi scriveva “Ora travagliata è questa… me ne starei appartato e rassegnato… ma per il cristiano che intende la politica come estrinsecazione della sua fede e soprattutto come opera di fraternità sociale e quindi di suprema responsabilità in confronto dei fratelli e del Padre comune, questoangoscioso travaglio diventa un dovere inesorabile”. Costruire la città non esula dai compiti del cristiano, ma è vera e propria estrinsecazione della fede. La sfida del multiculturalismo, il diffuso laicismo anti cristiano, l’insistenza sul politicamente corretto, spesso allontanano i cristiani dalla politica o li inducono a considerare le istituzioni dello Stato come un mero contenitore esterno, spesso estraneo, per le proprie aggregazioni. Tuttavia, l’intera città è casa dei cristiani, non solo la parrocchia o l’associazione, e i cristiani devono interessarsene. Questo vale anche se i cristiani sono ormai minoranza e spesso sono mal tollerati per le loro idee controcorrente. L’impegno politico è una vocazione di alcuni che si fonda sulla preparazione, umana e culturale, e sul coraggio per affrontare un contesto politico non sempre accogliente. Per avere cristiani preparati e non paurosi, è necessario innanzitutto consolidare comunità cristiane vitali, vivaci, mature, che siano vivaio per la vocazione politica. La premessa è che la formazione del cristiano preveda, oltre alla preghiera e alla carità, oltre ai Sacramenti e alla lettura della Parola, la dimensione del pensiero e della cultura. Allora potranno germogliare vocazioni politiche, secondo la logica evangelica del lievito e nel rispetto della laicità delle istituzioni. La logica del lievito spinge ad uscire fuori, a impastarsi con i non cristiani, a conservare la ricchezza e il conforto della vita comune nella comunità ecclesiale, per farne dono al resto della città. La logica del lievito è quella di una comunità poco numerosa, come è oggi la comunità cristiana, che tuttavia riesce a dare una testimonianza efficace e magari anche ad influenzare la maggioranza grazie alla qualità delle proprie idee e alla credibilità del proprio impegno, trovando modi nuovi per inculturarsi e incarnarsi nel contesto territoriale in cui è inserita. Si può essere presenza numericamente minoritaria, ma feconda, si può essere intransigenti nei valori, ma dialoganti nel metodo. Perché come diceva Primo Mazzolari “Ci impegniamo noi e non gli altri… senza pretendere che altri s’impegnino con noi... Il mondo si muove se noi ci muoviamo… Ci impegniamo perché non potremmo non impegnarci. C’è qualcuno o qualche cosa in noi - un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia - più forte di noi stessi… Ci impegniamo perché noi crediamo nell’Amore, la sola certezza che non teme confronti, la sola che basta per impegnarci perdutamente.»

Monica Canalis

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