
1.4.2025
IL DILEMMA DELLE ARMI E LA RESPONSABILITA’ DELLA DIFESA
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Per noi cattolici democratici che arriviamo da decenni di impegno per il disarmo, per l’imposizione di regole severe sulla vendita delle armi, per la lotta non violenta, per la diplomazia e la forza del diritto, questo momento storico è davvero difficile.
A Torino ancora di più, visto che ospitiamo una fiorente industria bellica.
I cattolici democratici devono assumere una posizione coerente, ma anche responsabile.
Interventi come quelli recenti di Riccardi (comunità di sant’Egidio) e Prosperi (CL) che dicono no in assoluto alle armi e all’esercito europeo creano molta confusione.
Il disarmo si fa con trattati internazionali multilaterali. Non con autolesionistici atti unilaterali.
La riconversione dell’industria bellica europea non può portare a una dipendenza dalle armi USA.
Il rafforzamento della difesa non va equiparato ad una dichiarazione di guerra.
La difesa non va eliminata dal nostro orizzonte, come se non fosse ricompresa nella dottrina sociale. Siamo cattolici, non quaccheri.
Noi cattolici impegnati in politica non possiamo limitarci a dire no alle armi. Sarebbe un atteggiamento di comodo: dire no alle armi, con la pancia piena e al caldo delle nostre case, mentre i fratelli ucraini muoiono sotto i colpi della Russia.
Rischieremmo di essere privi di empatia, solidarietà, realismo e senso della storia.
Intanto i cattolici romeni e baltici la pensano un po’ diversamente… temendo di essere i prossimi.
Mi chiedo se oggi avremmo ancora i partigiani “ribelli per amore” oppure i cattolici proporrebbero una resa a Mussolini per non far sparare un colpo.
Scusate per queste franche riflessioni, ma nel nuovo ordine internazionale l’imperativo morale è salvare l’Europa, altrimenti possiamo dire addio a diritto, diplomazia, multilateralismo, trattati di disarmo e soft power.
Alcune voci del mondo cattolico invece di sostenere gli sforzi, decisamente migliorabili, dell’Europa e gli sforzi del nostro presidente della Repubblica per tenere la barra dritta, stanno alimentando la confusione e la propensione ad un egoistico ed opportunistico neutralismo.
L’Europa ha bisogno di politica estera e politica di difesa comuni, con un esercito comune, dotato di armi.
Monica Canalis