ACCETTAZIONE E DIALOGO. TORINO TORNI CITTA' DI PACE.

16 Novembre 2024

16.11.2024

ACCETTAZIONE E DIALOGO. TORINO TORNI CITTA' DI PACE.

Quello che accade in Palestina è inaccettabile e rappresenta una profonda violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, e questo vale anche se il governo israeliano sta giustificando le proprie azioni sulla base di un altro crimine atroce, quello del 7 ottobre 2023.

Ieri però i manifestanti Pro Pal sono passati dalla parte del torto. I motivi della loro manifestazione erano legittimi, ma, nel momento in cui ha preso il sopravvento la violenza, questi manifestanti hanno macchiato le ragioni che li avevano portati in piazza.

E’ un dibattito antico: fino a che punto il dissenso è legittimo? Fino al punto di mandare all’ospedale dei poliziotti, di impedire un convegno o di contestare una ministra fino a zittirla? Credo di no.

Eppure nella nostra città si stanno susseguendo con frequenza episodi di questo tipo.

La violenta contestazione, la polarizzazione sempre più rigida, la furia oltranzista, rischiano di cancellare decenni di dialogo e di faticosa costruzione di una democrazia liberale improntata alla tolleranza, all’ascolto e alla non violenza.

Il massimalismo e radicalismo dei contenuti, per quanto legittimo, non deve costituire una minaccia per la cornice democratica del dibattito. Il contenuto può essere estremo, ma non può esserlo il metodo del confronto.

Non è più forte chi urla di più, ma chi argomenta meglio, anche se l’attuale e spesso artificiale contrapposizione sembra dirci il contrario.

Torino torni ad essere città di pace e di dialogo tra le parti, sulle orme del maestro torinese Giorgio Ceragioli (1930-2008), di cui richiamo queste sagge parole:

“Non si può pensare oggi alla pace se non la inseriamo all’interno di una visione globale. Globale in estensione, e perciò considerata per tutte le nazioni del mondo, ma globale anche in profondità, cioè estesa a tutte le dimensioni dell’uomo. Bisogna costruire strutture di pace, per evitare una cultura inaccettabile di violenza, di razzismo, di assurda competitività fuori da ogni controllo. Non basta la pace sociale, la pace familiare, la pace internazionale, perché l’uomo sia in pace. La pace è uno strumento innanzitutto per la realizzazione interiore dell’uomo.”

Giorgio Ceragioli

Chiediamo pace per la Palestina, per il Libano, Israele, Ucraina, Myanmar, Sudan e per tutte le nazioni in guerra, ma chiediamo la pace vera anche per Torino. La pace che nasce dal dialogo, dalla non violenza e dall’accettazione dell’altro.

Monica Canalis – consigliera regionale PD

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